Le prussiane: un viaggio dalla Francia a Napoli

Immancabili nelle vetrine di chi dei dolci ha fatto una passione e un mestiere a vita, le prussiane intrigano i palati di tutti con il loro gusto semplice ma raffinato e la loro forma così elegante.

Sono l’incrocio perfetto tra una piccola pasticceria e un biscotto, realizzato con la pasta sfoglia e arrotolato, a spirale, a forma di cuore. Tra gli strati alterni c’è del delizioso burro e, a copertura, dello zucchero: il tutto si fonde alla pasta, in forno, per un effetto dolcissimo e gustosissimo.

Naturalmente, nel tempo, sono nate tante varianti: le versioni più leggere senza il burro o quelle più caloriche con, tra gli strati della pasta sfoglia, miele o crema di nocciole.

C’è qualcuno che le chiama anche girelle o ventagli.

Patria italiana è la Campania, ma quest’estasi dei palati non sono infrequenti da trovare anche nelle pasticcerie e nei bar lungo tutto lo stivale.

Ma quali sono le origini di questa prelibatezza?

Le radici sarebbero sicuramente francesi, nella regione Linguadoca, dove sono chiamate palmiers (palme) o, appunto, coeurs (cuori). Lì le prussiane fanno capolino anche nei panifici!

Ma non è stata solo l’Italia a godere dell’espatrio.

Approdate anche in Inghilterra, hanno trovato anche qui nuovi nomi che le definissero: elephant’s ear (orecchie di elefante) o butterflies (farfalle). Allo stesso modo, in spagnolo, vengono appellate orejas (orecchie).

Ricetta

Se avete tempo per preparare qualche manicaretto in casa, ecco la ricetta per ottenerne circa una dozzina abbondante.

Ingredienti:

  • 1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare da 250 g (quella fresca, che si trova al supermercato in banco frigo)
  • 5 cucchiai di zucchero di canna (offrirà un risultato finale più gustoso rispetto allo zucchero bianco, soprattutto se a grani grossi)
  • 1 tuorlo d’uovo
  • se si vuole, del cioccolato fuso o qualunque altra crema per decorare

Il primo passo è quello di stendere lo zucchero su un tagliere, nella maniera più uniforme possibile, per poi poggiarvi il rotolo di pasta sfoglia, facendo in modo che, attraverso una leggera pressione con il mattarello o con le mani, i granelli finiscano per attaccarsi alla pasta.

A questo punto, una volta girata la sfoglia, si può cominciare ad arrotolare, partendo dal lato destro e arrivando a metà, per poi procedere analogamente a sinistra (naturalmente se siete mancini potete scegliere di partire dal lato che più vi è comodo).

La pasta va poi, successivamente, messa in frigo per una mezz’ora o, se si va di fretta, in congelatore per una decina di minuti; quando si procederà al taglio, così, sarà più compatta. Le fettine devono essere spesse tra i 2 e i 3 centimetri ed ognuna di loro rappresenterà un futuro biscotto.

Queste fettine vanno posizionate su una teglia foderata di carta da forno, opportunamente lontane le une dalle altre per evitare che si “attacchino” durante la cottura.

Dopo aver preparato, in una scodellina, un  mix di acqua e tuorlo d’uovo, si può procedere a spennellare la superficie dei biscotti prima della cottura, che avverrà in forno, preriscaldato, a 200°C per 15 minuti circa, finchè, insomma, non appaiono dorati, nel classico colore in cui siamo abituati a vederli. Unica raccomandazione, affinchè la doratura compaia da entrambi i lati, dopo 10 minuti è opportuno girarli!

Le prussiane saranno così pronte per essere messe in tavola, mangiate o offerte agli ospiti; per chi ama un tocco di sapore in più possono essere decorate con cioccolato fuso o crema o qualunque altro condimento vi solletichi il palato.

 

Se poi proprio non avete il tempo o la voglia di mettervi in cucina a sporcare mani e stoviglie, noi di SfogliateLab vi aspettiamo, in Piazza Garibaldi, per offrirvi le nostre saporitissime prussiane!

Perché ci piace il cioccolato?

Cioccolato: croce e delizia per chi è attento a “ciccia e brufoli”, ma è tutto vero quello che si dice?

E’ davvero da bandire durante una dieta o così dannoso per la pelle? E perchè ne siamo così golosi?

Esploriamo insieme questo mondo gustoso e misterioso!

Il cioccolato è realizzato con i semi dell’albero del cacao ed è un alimento presente nella dieta umana da moltissimi secoli.

In antichità veniva utilizzato come rimedio per la depressione e gli sbalzi d’umore; se ci si pensa, oggi, le cose non stanno molto diversamente, anche se il processo è più inconscio.

La scienza ha stabilito che il cioccolato viene in aiuto in periodi di forte stress per un motivo molto semplice: in questi momenti il livello di serotonina si abbassa creando stati d’animo più mogi e malinconici. Riuscendo, questo goloso alimento, a stimolare la produzione di questo “ormone della felicità“, riesce ad essere la causa di una reazione a catena che, semplicemente e chimicamente, ci risolleva l’umore… fermo restando che anche gratificarsi ha un impatto positivo sull’atteggiamento del momento!

Ma non solo.

Il cioccolato contiene triptofano, un aminoacido essenziale che il corpo umano non è in grado di sintetizzare, fondamentale da introdurre attraverso l’alimentazione.

Tutto questo spiegherebbe, dal canto scientifico, la nostra propensione alla golosità e ai cibi dolci. Ma se è vero che la cioccolata, soprattutto quella fondente con almeno il 70% di cacao, è un toccasana e un alimento che può essere tranquillamente consumato anche in periodi della vita in cui si seguono regimi alimentari controllati, è anche vero che tutto questo deve avvenire all’interno di un’alimentazione bilanciata, varia e quanto più sana possibile, per evitare squilibri, aumenti di peso repentini e/o di grasso corporeo.

La cioccolata e le donne

E’ pensiero e credenza comune che le donne e la cioccolata costituiscano un binomio particolarmente affiatato; come mai gli uomini vivrebbero con quest’alimento un rapporto meno “passionale”?

Il cioccolato contiene, tra le altre cose già citate, feniletilamina, uno stimolante capace di agire sull’umore, capace di veicolare, anche se in minima parte, la produzione di ossitocina, l’ormone, cioè, legato alla sfera sessuale, dal parto al piacere fisico. Per questo motivo sembrerebbe che, addirittura, il cioccolato renda le donne più inclini all’infatuazione, alla passione, quasi come fosse un afrodisiaco, dando loro la sensazione di sentirsi più amate perchè sicure e in armonia con se stesse e con la propria autostima, grazie ai livelli di ossitocina in rialzo, in circolo.

Inoltre, secondo uno studio della Yale University, ci sarebbero anche dei motivi legati all’evoluzione che spiegherebbero questa tendenza maggiormente femminile alla golosità: gli uomini avrebbero più necessità di proteine, per rinforzare i muscoli, mentre le donne avrebbero maggior bisogno di depositi di grasso e di ormoni sessuali perchè votate alla procreazione e, quindi, ad interagire, prima o poi, col difficile momento del parto. Una teoria che spiegherebbe anche la crescita del desiderio di cibi dolci e grassi durante il periodo mestruale!