“La Colazione dei Campioni”

La colazione dei campioni” non è solo un libro degli anni 70 di Vonnegut o un film con Bruce Willis.

E’ anche il modo in cui possiamo coccolarci al mattino, compiendo correttamente il primo pasto, importantissimo perchè ci fornisce le prime energie per affrontare la giornata, distogliendoci da spuntini disseminati lungo le ore che portano al pranzo.

Sembra, infatti, incredibile, ma fare una sana e abbondante colazione elimina il rischio di finire in sovrappeso, perchè la sensazione di sazietà ridurrà l’appetito nelle ore del mattino, sopprimendo, appunto, una serie di spuntini pre-pranzo molto pericolosi per la linea.

Sono moltissimi gli italiani che si concedono solo pochi minuti per un caffè al mattino, in controtendenza con altri paesi europei o con l’America che, invece, dedicano un tempo di certo maggiore a questo primo impegno nutritivo; ma quante volte invece, quando siamo in albergo, ci concediamo colazioni diverse, abbondanti e ricche di cibi? Perchè non potrebbe diventare un’abitudine quotidiana e non solo relativa alle vacanze?

Evitare la colazione può addirittura rallentare il metabolismo, appesantire la digestione, senza contare che bere un caffè a stomaco vuoto può dimostrarsi nocivo, irritando l’apparato digerente, provocando gastriti o reflussi per un’ipersecrezione dei succhi gastrici.

Ma quali sono le buone regole da seguire per fare una sana prima colazione e quali sono, invece, gli errori da evitare?

Il primo consiglio è di mettere una sveglia consona ai propri orari: anche se si trattasse di un semplice quarto d’ora prima del solito, è importante per far sì che venga dedicato qualche minuto a questo “rituale”, che altrimenti verrebbe subito evitato per pigrizia o per paura di fare tardi al lavoro o a scuola. Allo stesso modo, è importante che la colazione venga svolta entro un’ora (e non oltre) dal risveglio.

In secondo luogo è bene precisare che fare colazione con un semplice frutto o un paio di biscotti non fa bene… mette in moto i succhi gastrici per una massa di cibo troppo piccola da dover digerire, rientrando, più o meno, nelle stesse indicazioni già date per il caffè a stomaco vuoto. Una colazione sana e nutriente esige una combinazione di frutta, latte (anche di soja o di riso per gli intolleranti ed i vegani) o yogurt, il tutto accompagnato da cereali integrali o fette biscottate, ricchi di fibre e utilissimi per il senso di sazietà e la corretta funzionalità del tratto intestinale, e miele o marmellata.

Per i più golosi si può anche pensare ad un buon cornetto o una fetta di torta al cioccolato, senza esagerare con la frequenza o le quantità e ricordando di prediligere solo ingredienti genuini! Attenzione a succhi di frutta, merendine e dolciumi confezionati: l’alta quantità di zuccheri provoca picchi di glicemia che poi portano a sensazioni di fame ancora più forti nel giro di poco tempo! Meglio orientarsi su preparazioni più fidate.

Se doveste ritrovarvi a fare colazione, per guadagnare qualche minuto, fuori casa, andando al lavoro, noi di SfogliateLab vi aspettiamo, a Piazza Garibaldi, con la nostra vetrina ricca di opzioni: potrete scegliere se viziarvi con qualche sfogliatella o andare sul classico con un buon cornetto ed un cappuccino.

SfogliateLab, la nostra vetrina

Un ultimo consiglio per chi ama condurre un’alimentazione corretta è quello di bere un bicchiere d’acqua appena svegli: aiuta l’organismo a depurarsi idratandolo.

Come si diventa pasticcieri

La cucina, per molti, è una vera e propria passione, che prende vita e si manifesta attraverso i fornelli e può diventare un vero e proprio lavoro.

Per chi ha il pallino dei dolci, poi, è facile immaginare come passare davanti a una bella vetrina di prodotti dolciari colorati, invitanti, perfetti al dettaglio ed anche gustosi diventi una fonte di ispirazione per un’ipotetico orizzonte lavorativo.

SfogliateLab, la nostra vetrina

Ma che percorso necessita il lavoro di pasticciere? Che qualità si devono possedere per diventare un maestro dell’estetica e del gusto dolciario?

Noi di SfogliateLab abbiamo pensato di aiutarvi con qualche consiglio!

Organizzazione, predisposizione al dettaglio, creatività e pazienza

Per essere dei (futuri) bravi pasticcieri si deve, di certo, essere predisposti alla pazienza e al lavoro organizzato.

Un buon prodotto finito, infatti, non deve essere solo buono o genuino, ma anche bello da vedere ed invitante, per cui l’attenzione al dettaglio è tutto! Inoltre gli ingredienti vanno dosati ed aggiunti in momenti e sequenze predefinite, e su questo non si può sbagliare, per cui bisogna anche saper svolgere lavori minuziosi ma ben organizzati, attendendo anche lunghi tempi o fasi di preparazione.

Inoltre la creatività, per quanto non obbligatoria, dà un valore aggiunto. Avere la possibilità di offrire sempre prodotti diversi, o presentati diversamente, è sicuramente un elemento positivo che aiuta a contraddistinguersi nella battaglia quotidiana della concorrenza.

Lunghi turni lavorativi

Il “mito” vuole che i pasticcieri, come i panettieri, lavorino prevalentemente di notte.

Fortunatamente non è sempre così, ogni pasticceria ha i suoi turni e le sue abitudini e, soprattutto, dipende se si produce per se stessi o se si riforniscono anche altri negozi e catene commerciali.

La regola, comunque, è che si lavori tanto, spesso per molte ore di seguito in piedi e spesso cominciando ad infornare i preparati anche alle 3 o alle 4 del mattino.

SfogliateLab e la creazione della Sfogliacampanella perfetta

 

Nozioni e abilità

Non bisogna essere laureati in chimica, certo, per diventare dei buoni pasticcieri, ma avere qualche base su come combinare gli ingredienti in maniera efficiente è, di certo, una dote che bisogna possedere. Ovviamente tutto questo prevede dei percorsi formativi che possano aiutare a fornire le conoscenze giuste ed utili al mestiere. In vista della sicurezza alimentare, imparare a combinare, trattare, utilizzare i componenti di una ricetta è fondamentale, unendo il tutto ad una conoscenza di base della biologia, della nutrizione e della fisiologia umana. Si utilizzano pur sempre alimenti delicati, deperibili, con peculiarità e scadenze ben definite: essere informati è doveroso verso i clienti, per fornire una qualità eccellente del servizio, e verso se stessi, per avere tutte le qualità necessarie per lavorare nella maniera più corretta.

Anche le abilità possono essere acquisite o ampliate. Una formazione a dovere si basa anche sulle tecniche di preparazione dei cibi, sui metodi migliori per fondere, miscelare, impastare, cuocere e persino decorare gli alimenti.

Nel caso in cui, poi, si voglia dar vita ad un’attività in proprio è importante ricevere anche formazione riguardante il rapporto con la clientela e le aziende da, eventualmente, rifornire, attraverso conoscenze basilari della gestione d’azienda e del buisiness.

Il lavoro e la carriera

Come in ogni lavoro che si rispetti, soprattutto manuale, l’esperienza si fa soltanto… facendo esperienza.

Se l’obiettivo è mettersi in proprio o rientrare nel team della gestione, diventando ad esempio Executive Pasticciere (alcuni sono di rango elevatissimo, come quelli della Casa Bianca o del Senato), si sta puntando davvero in alto, prendendosi la responsabilità di un’azienda e dei suoi collaboratori ma avendo a che fare, di certo, con un ripagamento economico ben superiore.

In ogni caso fare la gavetta è importantissimo per acquisire metodo e conoscenze oltre che per imparare a mettere in pratica, nei modi e nei tempi giusti, ciò che si è imparato durante la formazione. Tutto questo si può fare scegliendo tra tantissime opzioni: panifici, ristoranti, pasticcerie, catering…

Ma le possibilità di carriera sono infinite.

Si può scegliere l’insegnamento, la via della critica gastronomica o persino quella della scrittura, orientandosi in libri e schede di cucina professionali, magari per conto di qualche quotidiano, rivista, programma tv o sito web.

L’importante, come detto in precedenza, è acquisire metodo ed esperienza e, soprattutto, forgiare qualcosa di “innovativo” che proponga al pubblico qualcosa di “diverso”, originale, unico, invitante.

Formazione

Dunque, la formazione per intraprendere questo tipo di carriera è fondamentale. Amplia le doti naturali di chi le possiede e le fornisce a chi, invece, è meno predisposto ma, comunque, volenteroso di imparare.

Per valutare una buona scuola bisogna informarsi sugli insegnanti, che devono avere già esperienza e formazione, sulla strumentazione, che deve essere professionale e arricchita di attrezzature standard, e l’accreditamento, affidandosi a istituti riconosciuti da Regioni, Enti o Federazioni.

Può tornare utile anche consultare gli orari, i servizi di supporto, la flessibilità dei programmi e delle ore di frequenza nonchè le opzioni disponibili dopo le lezioni accademiche.

In Italia esistono molte scuole pronte a fornire informazioni e professionalità; per ogni città è possibile scegliere tra varie proposte ed orientarsi verso l’opzione migliore!

Mischiare dolce e salato: un accostamento soprendente

La sfogliatella è indubbiamente il simbolo di Napoli, forse più nella sua variante riccia che frolla, se ci riferiamo al solo simbolo estetico.

Siamo abituati a pensarla dolce, croccante fuori e morbida dentro, insaporita da quel condimento che tanto amiamo, sia esso crema, panna o cioccolata.

Eppure la tradizione napoletana suggerisce anche ripieni salati, per quelle che diventano vere e proprie sfogliatelle rustiche a tutti gli effetti!

Qualche esempio?

Sfogliacampanella con crema al pistacchio

Sfogliacampanella con crema al pistacchio

 

Abbiamo già parlato della Sfogliacampanella e della sua gustosissima sorpresa: un piccolo babà avvolto dalla pasta di una sfogliatella riccia!

Quello di cui non abbiamo ancora parlato sono, invece, tutte le varianti che SfogliateLab sforna quotidianamente, tra cui quella al cioccolato, quella ricotta e pera e questa qui, con ricotta, mandorle e crema al pistacchio, che ha interrogato e successivamente conquistato moltissimi clienti!

Sfogliatelle salate

Sfogliata salata con le zucchine

Sfogliata salata con peperoni

Le sfogliatelle ricce si prestano particolarmente ad essere imbottite di qualsivoglia leccornia.

Qui le vediamo in due varianti, con le zucchine e straripanti di peperoni, ma c’è solo l’imbarazzo della scelta davanti al bancone SfogliateLab.

Solleticate la vostra fantasia e la vostra curiosità e provate le sfogliate salate, magari accompagnandole con una bella birra ghiacciata!

Un modo nuovo, vivace, estivo ed originale di pranzare, magari in compagnia, o di fare un aperitivo tra amici.

Poi, certo, se vorrete concludere il pasto con un dolce non avrete che da scegliere!

Buon appetito!

 

 

La prima cosa da fare quando arrivi a Napoli

I motivi che spingono le persone a venire a Napoli sono infiniti: c’è chi studia ed approfitta delle nostre università, chi in città ha amici e parenti e improvvisa delle visite in relax, chi ha la famiglia, chi lavora, chi si ritrova in stazione semplicemente per un cambio treno e chi ritorna dopo aver fatto il suo “dovere” fuorisede.

Certo, se siete turisti le cose che vorrete visitare saranno tantissime, tutte all’ordine del giorno, creandovi non poche difficoltà nello scegliere “dove andare prima”.

Piazza Garibaldi

Fortunatamente Piazza Garibaldi è un punto di snodo centrale, per cui non vi risulterà difficile raggiungere le zone che sceglierete, e probabilmente se vi confronterete con altri turisti scoprirete che gli itinerari e le priorità cambiano di persona in persona, creando scenari diversi e infiniti!

Ci sarà chi si dedicherà prima a Spaccanapoli, appagando la sua curiosità verso “la real life partenopea” e chi, invece, si inoltrerà nei quartieri che portano al mare, perchè magari vive in una regione interna, lontana dalla costa, o in montagna. C’è chi avrà sentito parlare di San Gregorio Armeno e si fionderà lì, pronto a rifarsi gli occhi e le orecchie, e chi, affascinato dalle opere religiose o architettoniche, avrà preparato una piantina schematica di tutte le Chiese e i Chiostri da visitare.

Per chi ha affrontato un viaggio lungo, poi, tutto questo diventa il punto di arrivo, ma seguente ad una priorità ancora più eclatante: soddisfare fame e sete.

Sono in tanti quelli che si stupiscono del nostro caffè così “corto”, così concentrato, così ricco di sapore rispetto, ad esempio, al caffè americano che è, più che altro, una semplice bevanda come tante; ci sono poi gli estimatori della pizza, pronti a recarsi nelle pizzerie più rinomate di Napoli per crogiolarsi nel sapore della “pizza c’a pummarola ngopp‘”, ricca di quella mozzarella che solo qui si può mangiare, fresca, saporita,  cotta nel forno al legna insieme al condimento, diventando con esso un fuso unico gustosissimo.

Pizza Margherita

Ma c’è una cosa che accomuna tutti quelli che arrivano a Napoli, turisti e non: la voglia di una sfogliatella croccante.

Sarà l’aria di mare, sarà la rinomata delizia, sarà la caratteristicità, ma quasi tutti quelli che arrivano nel capoluogo campano esaudiscono un unico, comune, desiderio: schiacciare al palato la pasta e il condimento preferito di una sfogliatella napoletana, magari anche ancora calda, appena uscita dal forno.

Se fate parte di questa nutrita schiera di persone noi di SfogliateLab vi aspettiamo lì, all’angolo con Corso Novara, per deliziarvi l’arrivo e il prosieguo del viaggio; avrete così anche l’occasione di gustare la nostra incredibile Sfogliacampanella!

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