La storica Piazza Garibaldi

Chi lascia o raggiunge Napoli ha da compiere, nella stragrande maggioranza dei casi, un passaggio quasi obbligato: la Stazione Centrale.

Situata all’interno di Piazza Garibaldi, la stazione, con essa, è punto nevralgico della città e, soprattutto, un primo impatto con cui interagire  per chi non conosce la realtà partenopea. Un impatto che potrà essere forte quanto istruttivo.

Agli occhi dei turisti apparirà, in un attimo, un breve riassunto di tutto quello che troveranno nella grande metropoli napoletana: tecnologia avanzata e, contemporaneamente, qualche probabile disservizio; uomini vestiti di tutto punto, in giacca e cravatta o persino smoking, attori, mestieranti, personaggi di rilievo e, più in là, su qualche panchina, qualche clochard; donne elegantissime, accompagnate da bambini altrettanto curati e ben vestiti, famiglie felici e coppie di giovani innamorati e occhi tristi di persone che hanno lasciato, abbandonato, salutato una persona importante, forse per sempre, da un treno in corsa.

Napoli è da sempre la città delle contraddizioni, degli opposti, che sono talmente lontani che sembrano quasi “toccarsi all’infinito dall’altra parte”; è il luogo dove ci si perde e ci si ritrova, ed è forse tutto questo a renderla così particolare, unica, speciale.

La storia

Piazza Garibaldi è nata in seguito all’Unità d’Italia, con il nuovo scalo ferroviario creato per la Strada dei fossi, cioè l’attuale Corso Garibaldi.

Fino a quel momento la città aveva goduto della presenza di ben due stazioni, poste adiacenti, lungo la via dei Fossi, appunto: la stazione della società Bayard, capolinea della ferrovia per Salerno, e la stazione della società Regia, capolinea della ferrovia per Roma.

Il nome, in realtà, ha subìto varie modifiche durante gli anni: da Piazza della Stazione o della Ferrovia (ecco perchè, tra napoletani, siamo ancora in tanti a identificare il luogo semplicemente come ‘a ferrovia), nome che ha conservato per trent’anni, fino al 1891, mutò in Piazza dell’Unità Italiana. Al centro venne inaugurata nel 1904 la statua di Giuseppe Garibaldi, che oggi la identifica e appare sul lato sinistro, in seguito all’ampliamento successivo che l’ha riguardata, ed è stato solo in quel momento che avvenne la “dedica” definitiva, con l’ultimo cambio di nome.

Ma che cambiamenti ci sono stati, quindi, nel tempo?

Con il passare degli anni la capacità della vecchia stazione, fatta di soli 6 binari, cominciò a diventare insufficiente: la città godeva di un traffico ferroviario imponente. Fu così che nel 1925 si spostarono i binari, ottenendo un piazzale interno più grande e un numero di binari superiore.

Il vecchio Fabbricato Viaggiatori

La zona della vecchia stazione fu usata per la realizzazione della metropolitana , mentre il fabbricato viaggiatori divenne stazione della metropolitana, indicata dal 1927, appunto, come Piazza Garibaldi.

La curiosità più incredibile riguarda il fatto che il piano regolatore generale del 1939 prevedeva l’eliminazione della stazione, che in fondo, all’epoca, era solo un insieme di binari con installazioni provvisorie, sostituendola con un impianto che partisse dalla periferia orientale di Napoli. Quello che impedì l’avverarsi di questi piani fu lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, che tra l’altro causò non pochi danni alla vecchia struttura: addirittura la copertura in ferro e vetro venne “riciclata” per ricavare materiali in vista del conflitto mondiale.

Dopo la guerra la parola d’ordine divenne “risparmiare”, per cui si mantenne la stazione già esistente, provvedendo solo a completarla e a renderla meno “provvisoria” realizzando un nuovo fabbricato viaggiatori.

Piazza Garibaldi prima del 1960
Piazza Garibaldi prima del 1960

I lavori terminarono nel 1960, quando la vecchia stazione fu demolita e ricostruita un po’ più indietro, impresa che riuscì a ingrandire la piazza, offrendo la possibilità di rimettere in piedi, nel sottosuolo, lo scalo di Napoli Piazza Garibaldi, attivo dal 1925.

Demolizione della Stazione Centrale
Demolizione della Stazione Centrale

La nuova piazza, in realtà, era stata ideata, più che altro, per gestire il traffico automobilistico crescente e fu occupata al centro dalla famosa proboscide: una pensilina, che partiva dal tetto della stazione, arrivando fino al centro della piazza, che delimitasse lo spazio da dedicare allo stazionamento degli autobus; è stata demolita, successivamente, nel 2000. Anche il grattacielo venne costruito in quel periodo.

Alcune delle colonne che costituivano i porticati della vecchia stazione furono riutilizzate in altri posti della città: ad esempio, due divennero supporto di statue della Madonna, una al Museo Nazionale e una Piazza Immacolata, ed altre vennero utilizzate nella Basilica del Buon Consiglio, a Capodimonte.

La stazione centrale, considerata una vera e propria opera d’arte architettonica, con il suo tetto a piramide e il grattacielo delle FF.SS., è stata, quindi, costruita da un team di architetti di fama nazionale e internazionale nel 1960. Di rilievo anche la stazione della linea 1 della metropolitana, con la ricchissima Galleria Commerciale Garibaldi, e i palazzi neoclassici e liberty che avvolgono la piazza, dove risiedono numerosi alberghi, bed&breakfast, ostelli e pensioni.

Altra peculiarità di quest’importantissimo ritrovo cittadino è stata, fino al 1924, la Fontana della Sirena, adagiata nei giardini della vecchia stazione (prima della ricostruzione), che oggi si trova a Piazza Sannazzaro, tra Mergellina e Fuorigrotta.

Piazza Garibaldi, comunque, ha anche molto altro dentro di sè, motivo per il quale è considerata il punto di snodo dell’intera metropoli partenopea: oltre la ferrovia, infatti, ci sono anche autobus (urbani ed extraurbani), tram, filobus, due stazionamenti di taxi ed un parcheggio di interscambio della Rete Ferroviaria Italiana.

La Stazione Centrale è la settima d’Italia per flusso passeggeri.

La futura piazza

Ai giorni nostri stazione e piazza sono in fase di ristrutturazione, su progetto di Dominique Perrault, l’architetto e urbanista francese che si è occupato anche della progettazione della Galleria Commerciale.

Tutto cambierà, ancora, drasticamente, ma per il meglio.

La viabilità della zona, infatti, è piuttosto caotica al momento: verrà migliorata e veicolata in un’ampia strada centrale ed inoltre è prevista una grande area verde ed una zona walking, coperta da un reticolo metallico fatto di pensiline.

La struttura intera sarà all’avanguardia, le coperture superiori completamente rifatte, come anche la zona sotterranea dedicata alla metropolitana; inoltre è prevista la costruzione di svariati ascensori, scale mobili e spazi dedicati ai servizi di accoglienza. L’attenzione è stata rivolta anche a punti di ristoro per i viaggiatori. Inoltre nell’atrio, al posto della biglietteria, deposito bagagli e banca, è stato inserito un corpo, chiamato “diamante”, adibito a contenere tutti i servizi per i viaggiatori.

Noi di SfogliateLab siamo lì, a Piazza Garibaldi 82/84, angolo Corso Novara, pronti ad accogliervi, per offrirvi leccornie tradizionali partenopee, ristorandovi da questo caldo estivo.

Vi aspettiamo!

 

Idee regalo da portare in treno

Non è infrequente, ormai, ritrovarsi a parlare con qualcuno che vive da pendolare, spostandosi in treno quotidianamente, o quasi, per raggiungere altre città per lavoro, studio o questioni personali.

Fortunatamente l’ampia scelta tra i mezzi disponibili riesce a creare una sorta di “zona di comfort” per queste persone, che riescono, bene o male, ad adempiere ai loro doveri senza troppi intoppi.

Ma si sa, i ritardi o gli imprevisti, quando si parla di viaggi in treno, sono sempre dietro l’angolo.

Quando si parte o si torna, a Napoli, è impossibile non pensare di portare qualcosa di caratteristico a chi si incontrerà dall’altra parte del viaggio.

Moltissimi studenti fuorisede, ad esempio, amerebbero far gustare la cucina napoletana ai propri familiari, in altre regioni, ma hanno una grossa difficoltà logistica: il trasporto.

Per questo molti si orientano su oggettistica partenopea simbolica, che pure ha il suo fascino e, sicuramente, risulta molto gradita. Ma un cornino rosso portafortuna, simbolo della tradizione napoletana e idea regalo gettonatissima, nulla può davanti a una bella (e buona) mozzarella di bufala, un gran fascio di friarielli e un vassoio di sfogliatelle dolci!

Corno rosso

Ma come trasportare queste cibarie senza deteriorarne sapore e integrità?

Innanzitutto munirsi di borse termiche può essere un’idea.

In periodi molto caldi, addirittura, sarà buona abitudine inserire al suo interno dei siberini per mantenere l’ambiente fresco e ideale per la conservazione del cibo.

Per la mozzarella, nello specifico, esistono dei contenitori in polistirolo dotati di coperchio: questo materiale, infatti, non solo aiuta ad isolare il latticino dalla temperatura esterna, ma gli evita anche “ammaccature” troppo forti, preservandolo interamente dagli imprevisti.

Mozzarella di bufala

I friarielli, essendo una verdura praticamente esclusiva del suolo partenopeo, incuriosiscono molto ed è per questo che sono tanto richiesti. Una borsa termica (anche una busta termica, se il viaggio è breve,  di quelle del supermercato) adempierà perfettamente al compito del trasporto.

Friarielli

Per le sfogliatelle e altri dolci tradizionali napoletani, invece, SfogliateLab ha pensato proprio a tutto: una confezione da viaggio munita di packaging apposito, bella da vedere e soprattutto funzionale: le leccornie arrivano intatte e ancora profumose, pronte per essere assaggiate! Motivo in più per portare con sè, per gli amanti dei gusti più audaci e per chi è in vena di fare sorprese, anche qualche Sfogliacampanella, l’ultima arrivata in casa SfogliateLab.

sfoglia-campanella-sfogliatelab

In realtà c’è un solo motivo per il quale queste bontà potrebbero non arrivare a destinazione… la seduzione che travolgerebbe chi le porta con sè!

Naturalmente di idee regalo Napoli ne ispira a bizzeffe.

Dalle cartoline ritraenti “Sua Maestà” il Vesuvio alle incredibili e variopinte statuine dei presepi di San Gregorio Armeno, fino ad arrivare alla cornucopia, simbolo di abbondanza, ai ciondoli con gli “scartellati” portafortuna e ai limoni di Sorrento.

Cartolina Napoli (S.V.)

Insomma, se anche si viaggiasse per infinite volte da e verso Napoli, ci sarebbe sempre qualcosa che appartiene a questa nostra incredibile città in grado di stupire chi non vive la realtà partenopea.

sfoglia-campanella-sfogliatelab

Sfogliacampanella: l’ultima invenzione firmata Sfogliatelab

Quello che non manca ai napoletani è di certo, da sempre, inventiva e creatività. Qualità che hanno sempre contraddistinto e “salvato”, anche in situazioni difficili, i partenopei di tutte le origini e le classi sociali.
Ma se per alcuni questa propensione è stata “arte di arrangiarsi” per qualcun altro, invece, è stata soltanto arte!

E’ il caso della famiglia Ferrieri, che da circa un secolo si occupa di deliziare i turisti e i cultori della sfogliatella e della maestria dolciaria tradizionale napoletana in quello che è lo storico laboratorio in Piazza Garibaldi, punto nevralgico dell’intera città.

Sfogliatelab non è un punto vendita, è un’esperienza.

Qui, infatti, non solo è possibile gustare i classici dolci napoletani, dalla sfogliatella riccia a quella frolla al babà, semplice o farcito, ma si può assaggiare una deliziosa novità, made in Sfogliatelab, che ha conquistato, allo Sfogliatella Fest, l’intero pubblico partecipante: la Sfogliacampanella.

articolo sfogliacampanella

Di cosa si tratta?

 

Si può definire come il perfetto incrocio tra una sfogliata ed un babà.

Questa succulenta tentazione, metà siciliana e metà napoletana, ha, infatti, la parvenza di una sfogliatella riccia, a forma di campana, ma contiene una sorpresa dal cuore tenero: un babà mignon avvolto in un mantello di fuso di cioccolato, bianco o fondente, che “blocca” una crema a base di ricotta, in richiamo al ripieno del cannolo siciliano, pronta a mescolarsi ai sapori che via via, a strati, si succederanno durante il morso. Un esplosione di sapori che è impossibile ricreare con le parole.

Le campane, il loro suono, destano l’attenzione e richiamano al raccoglimento, sono un invito alla riflessione per il sognatore distratto. Ed è proprio questo l’effetto che provoca il semplice assaggio a questa squisitezza. L’inaspettato ripieno della Sfoglia Campanella, è ricco di sorprese per il palato e si imprime nei ricordi di chi l’assaggia, come una femme fatale rimane impressa negli occhi di chi se ne innamora.

Preparate rigorosamente a mano e con materie prime selezionate, queste campanelle sono nate da un’idea del responsabile aziendale di Sfogliate Lab, Vincenzo Ferrieri, a tutt’oggi orgoglioso di aver creato e registrato un nuovo prodotto pronto ad inserirsi nella storia dei dolci partenopei.